Differenze tra display lcd, led e al plasma

Le nuove tecnologie si stanno evolvendo ad una velocità sempre più elevata. Quindi, sono sempre di più le variabili da prendere in considerazione quando si vuole scegliere un display pubblicitario. Per ottenere lo schermo che meglio si adatta alle esigenze dell’azienda, è consigliabile analizzare tutti i modelli esistenti sul mercato, valutando variabili come la qualità dell’immagine, le dimensioni, il consumo energetico o il prezzo. Pertanto, diventa davvero importante conoscere le differenze tra schermi a LED, LCD e al plasma.

Per aiutarti nella tua scelta, in questo articolo del nostro blog ti riassumiamo le caratteristiche principali di questi tre tipi di monitor a schermo piatto più comuni.

Gli schermi LCD

Anche se abbiamo già trattato il funzionamento di uno schermo LCD in articoli precedenti, vogliamo soffermarci di nuovo sulle sue caratteristiche. Fondamentalmente, il display a cristalli liquidi (LCD) è uno schermo piatto formato da una serie di pixel monocromatici o colorati. Si tratta di molecole a cristalli liquidi contenute tra due piastre di elettrodi trasparenti (come un sandwich) e poste davanti a una sorgente luminosa o a un riflettore.

Per quanto riguarda le loro specifiche tecniche, possiamo evidenziare quanto segue:

  • Ottima qualità dell’immagine. Gli schermi LCD utilizzano pixel che possiedono una luce di fondo, fornendo così un’immagine standard. Se il monitor NON è professionale, possiamo percepire la mancanza di densità nel nero e nel grigio.
  • Grazie soprattutto al suo sistema di retroilluminazione, uno schermo LCD professionale è di solito più grande e più pesante di uno schermo LED, come vedremo più avanti.
  • Il consumo di energia elettrica è molto basso, inferiore a quello del plasma, anche se superiore a quello degli schermi LED.
  • Per quanto riguarda le differenze tra schermi a LED, LCD e al plasma, i monitor LCD hanno i prezzi più convenienti di tutti.
  • La durata media è di 60.000 ore.

Gli schermi a LED

Sul nostro sito web abbiamo già fatto riferimento svariate volte al concetto di schermi LED pubblicitari, poiché sono stati il primo prodotto messo in commercio da Visual Led nell’anno 2003. Ad ogni modo, desideriamo rinfrescare un po’ le idee su questo concetto. Si tratta di un dispositivo elettronico composto da diodi emettitori di luce (LED), in grado di emettere dati, testi, immagini statiche, video, ecc. Questo tipo di schermo non deve essere confuso con gli schermi LCD o al plasma con retroilluminazione a LED, utilizzati nei computer portatili e nei televisori.

  • Eccellente qualità dell’immagine. La tecnologia LED fornisce un’immagine più precisa e omogenea rispetto agli schermi LCD. I diodi possono essere posizionati ovunque dietro lo schermo (nei modelli chiamati Full LED) o solo sul bordo dello schermo (modello Edge LED).
  • L’assenza di un sistema di retroilluminazione rende i display a LED più leggeri degli LCD.
  • Il consumo di elettricità è inferiore a quello dei display LCD e al plasma.
  • Il prezzo dei monitor LED è leggermente più caro di quello degli LCD e notevolmente più economico dei televisori al plasma.
  • La durata media è compresa tra le 80.000 e le 120.000 ore.

Schermi al plasma

Nonostante Visual Led non produca e venda questi tipi di monitor, dato che non sono molto pratici per l’uso commerciale a causa della loro estrema fragilità, è bene conoscere cosa sono e come funzionano. In pratica si tratta di schermi piatti con due pannelli di vetro contenenti una miscela di due gas nobili: neon e xeno.

La tecnologia degli schermi al plasma esplose negli anni ’70. Per funzionare, gli schermi al plasma hanno bisogno della corrente elettrica per illuminare la combinazione di gas che contengono al loro interno. Come risultato, queste due sostanze gassose si trasformano in plasma. La luce così prodotta è ultravioletta e quindi invisibile all’occhio umano. I fosfori rossi, verdi e blu, sparsi sullo schermo, lasciano il posto a una luce colorata visibile sotto forma di pixel.

Il principio del plasma permette di produrre schermi grandi e soprattutto sottili (spessi solo pochi centimetri), a differenza di quanto accadeva con i vecchi televisori a tubo catodico. Inoltre, offrono un buon livello di contrasto, anche con un angolo di 160 gradi, e generano un ampio spettro di colori.

L’invezione di questa tecnologia fu merito di due professori della University of Illinois: Donald L. Bitzer e H. Gene Slottow, i quali volevano sviluppare un metodo di pedagogia basato sull’informatica. Il loro schermo al plasma, il cui prototipo fu introdotto nel 1964, era monocromatico. Anche se a quei tempi non potevano competere con i tubi a raggi catodici, le grandi dimensioni permisero loro di affermarsi in grandi aree come le stazioni, le sedi delle borse o le grandi industrie.

Nel 1992 la multinazionale giapponese Fujitsu riprese l’eredità di Bitzer e nel 1995 l’ingegnere americano Larry F. Webber creò il primo schermo al plasma a colori, capace di riprodurre 16,77 milioni di colori. Esso fu lanciato sul mercato nel 1997 con il marchio Pioneer.

Dopo questa breve introduzione sulla storia del plasma e la sua evoluzione, di seguito riassumiamo le sue caratteristiche più importanti.

  • Qualità dell’immagine. Essa è simile a quella degli schermi LED e superiore a quella degli schermi LCD di fascia bassa (non vendiamo prodotti di questo tipo), soprattutto per quanto riguarda i toni del nero e del grigio. Tuttavia, la luminosità dello schermo può essere insufficiente.
  • La dimensione minima di uno schermo al plasma è di 107 cm. Pertanto, può occupare più spazio dell’LCD e dei LED.
  • Gli schermi al plasma consumano più energia degli LCD e dei LED.
  • Gli schermi al plasma sono di solito un po’ più costosi degli LCD e dei LED.
  • La loro durata media è di circa 100.000 ore al massimo, leggermente inferiore a quella dei LED.